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Neoteuthidae
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Contents
• Biologia
• Note
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Descrizione
Questa famiglia di calamari comprende specie di dimensioni medio-piccole, con una lunghezza del mwewmantello che può raggiungere i 270 cm. Il mantello ha una forma che varia da media ad allungata, fino a diventare molto stretta e conica, e presenta una muscolatura relativamente debole. Le pinne sono un tratto distintivo: si sviluppano lateralmente e mostrano lobi posteriori ben visibili, ma senza lobi anteriori, una caratteristica insolita tra i calamari.
La testa è relativamente grande e larga, superando la larghezza del mantello. Le braccia presentano due file di ventose e, in alcuni esemplari adulti, possono sviluppare piccoli uncini. Le strutture tentacolari sono peculiari: le clave (estremità dei tentacoli) sono dotate di carene dorsali, cuscinetti terminali e un sistema di blocco per tenere saldo il tentacolo. Le clave sono divise in due sezioni: la prima, detta mwfqmanus prossimale, contiene numerose ventose piccole e fitte, disposte in più di dieci file trasversali. La sezione distale della mwfgmanus invece ospita ventose più grandi, organizzate in quattro file trasversali, mentre il mwfwdactylus (parte terminale del tentacolo) ha ventose più piccole disposte in quattro file, riducendosi man mano verso la punta. Questo sistema di blocco tentacolare si estende lungo la mwgamanus prossimale e, in quasi tutti i generi, lungo il gambo del tentacolo, ad eccezione del genere mwgqmwggNeoteuthis.
Il sistema buccale è collegato ai margini dorsali del quarto paio di braccia, e il sistema di blocco dell'imbuto (mwhafunnel-locking apparatus) è costituito da una semplice scanalatura dritta. Le pinne variano per dimensione nei vari generi e rappresentano dal 35 al 70% della lunghezza del mantello. A differenza di altre specie, le pinne non sono attaccate lungo la linea mediana del mantello, ma si trovano sulla superficie dorsolaterale, specialmente nella parte anteriore.
In molte specie di questa famiglia, la superficie aborale delle braccia, insieme alla testa e al mantello, è rivestita da un tessuto bianco spesso. Una caratteristica distintiva è l'assenza di mwhgfotofori (organi luminosi), il che rende questa famiglia unica rispetto ad altri calamari dotati di mwhwbioluminescenza.cite-ref-fao257-2-0[2]
Distribuzione e habitat
Questi calamari sono distribuiti in modo vario tra gli oceani mwjgAtlantico e mwjwPacifico, sia a nord che a sud, e nelle mwkaacque antartiche. Prediligono ambienti che vanno dalle acque subtropicali fino a quelle dell'mwkqAntartide.cite-ref-fao257-2-1[2]
Biologia
Per la maggior parte delle specie, sono stati raccolti relativamente pochi esemplari. In generale, le paralarve tendono a essere catturate nelle prime centinaia di metri di profondità, mentre i subadulti e gli adulti si trovano più frequentemente nelle zone mwmamesopelagiche e mwmqbatipelagiche superiori, tra 1000 e 2000 metri di profondità. mwmgAlluroteuthis antarcticus sembra essere particolarmente abbondante: i suoi giovani costituiscono una fonte di cibo per mwmwalbatri, mwnapinguini imperatore e mwnqpinguini reali, mentre gli adulti sono predati da mwngfoche leopardo, mwnwcapodogli e mwoabalene a becco meridionali. Tutte le specie sembrano possedere un meccanismo di galleggiamento; in mwoqA. antarcticus è noto che sia di natura mwogammoniacale.cite-ref-fao257-2-2[2]
Tassonomia
Come detto in precedenza, la famiglia comprende in tutto quattro generi monospecifici:cite-ref-worms-3-0[3]
• mwrwmwsaAlluroteuthis mwsqOdhner, 1923
• mwtamwtqAlluroteuthis antarcticus mwtgOdhner, 1923
• mwuamwuqNarrowteuthis mwugYoung & Vecchione, 2005
• mwvqmwvgNarrowteuthis nesisi mwvwYoung & Vecchione, 2005
• mwwqmwwgNeoteuthis mwwwNaef, 1921
• mwxgmwxwNeoteuthis thielei mwyaNaef, 1921
• mwygmwywNototeuthis mwzaNesis & Nikitina, 1986
• mwzwmwaaNototeuthis dimegacotyle mwaqNesis & Nikitina, 1986
Note
Bibliografia
• citerefjereb-e-roper-2010P. Jereb e C. F. E. Roper (a cura di), Cephalopods of the world. An annotated and illustrated catalogue of cephalopod species known to date. Vol 2. Myopsid and oegopsid squids (PDF), collana FAO Species Catalogue for Fishery Purposes, vol. 1, n. 2, Roma, FAO, 2010.
Altri progetti
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• Wikispecies
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Collegamenti esterni